Privacy Whatsapp: cosa cambia per gli utenti?

privacy whatsapp

WhatsApp e Nuova Informativa Privacy

Cosa cambia davvero per il trattamento dei dati personali?
Ecco quello che sta succedendo e perché molti utenti stanno abbandonando WhatsApp per passare ad altre App concorrenti…

L’attenzione degli utenti verso la loro privacy condiziona anche le strategie di WhatsApp

La recente vicenda che vede protagonista una delle principali piattaforme di messagistica istantanea, ossia WhatsApp, pone i riflettori su come gli utenti siano sempre più attenti alla gestione dei loro dati personali quindi della loro privacy.

Anche WhatsApp, che è bene ricordare fa parte del colosso Facebook (assieme ad altre piattaforme tra le quali Instagram) guidato da Mark Zuckerberg, dinanzi a tutto il clamore sollevato dalla variazione delle politiche interne circa il trattamento dei dati personali ha dovuto modificare le proprie intenzioni e, almeno per ora, bloccare tali modifiche.

Questo fenomeno non è certo nuovo e per limitarci ad uno dei casi più recenti, si pensi alle indagini condotte sull’app IMMUNI sviluppata in relazione al tracciamento sanitario reso necessario dall’attuale pandemia.

Infatti, se in un primo momento WhatsApp aveva deciso di far entrare in vigore queste nuove condizioni a partire dall’8 Febbraio, ora ha scelto di slittare in avanti di tre mesi (ovvero fino al 15 Maggio 2021), la data ultima entro la quale sarà obbligatorio per tutti gli utenti accettare la revisione dei termini sulla privacy.

Da notare inoltre, è che a seguito della variazione sul trattamento dei dati personali di WhatsApp, altre piattaforme di messaggistica istantanea concorrenti hanno avuto una crescita esponenziale (come Telegram che ha acquisito 25 milioni di utenti in 72 ore e Signal che in breve tempo ha raggiunto i 50 milioni di download) e questo di certo è stato uno dei motivi alla base del rinvio dell’entrata in vigore della nuova privacy di WhatsApp.

Ma facciamo un passo indietro e partiamo dall’inizio.

Qualche giorno fa WhatsApp avvisa tutti i suoi utenti che “sta aggiornando i propri termini e l’informativa sulla privacy” e che a partire dall’8 febbraio 2021 sarebbero entrati in vigore i nuovi termini e l’informativa sulla privacy.

A partire quindi da questa data l’utente avrebbe dovuto accettare questi aggiornamenti per poter continuare a utilizzare WhatsApp; altrimenti il servizio non gli sarebbe più stato erogato, testualmente: “Puoi anche visitare il centro assistenza se preferisci eliminare il tuo account e desideri ulteriori informazioni”.

La frase che “dopo tale data dovrai accettare i termini per continuare a usare WhatsApp” ha scatenato reazioni avverse, compreso l’insorgere delle ormai classiche tesi complottistiche.

Ma cosa significa davvero questo avviso e quali conseguenze implica per l’utente?

È bene chiarire che l’avviso di WhatsApp costituisce prima di tutto una modifica contrattuale unilaterale dei termini e delle condizioni del servizio, cosa che succede alquanto spesso con tutte le applicazioni online gestite da società private.

Quello che in realtà è fondamentale mettere a fuoco è il fine che WhatsApp intende perseguire in collaborazione con Facebook, ossia l’interazione fra le due app, cioè di una condivisione dei dati personali raccolti.

In sostanza quindi l’avviso di WhatsApp comunica ai propri utenti che l’applicazione utilizzerà i propri dati, condividendoli anche con le altre sue piattaforme del gruppo, ovvero Facebook (quindi anche Messenger) e Instagram.

A questo punto però è fondamentale ricordare che in Italia, come in tutti gli altri paesi dell’Unione, è in vigore un Regolamento sulla protezione dei dati personali, cioè il GDPR che prevede regole molto rigide in materia.

Questa normativa costituita dal GDPR unitamente alle varie leggi nazionali, costituisce però una sorta di “scudo” che vieta a WhatsApp di condividere i dati degli utenti europei con Facebook.

Come ha enunciato un portavoce di WhatsApp:

non ci sono modifiche alle modalità di condivisione dei dati di WhatsApp nella Regione europea, incluso il Regno Unito, derivanti dall’aggiornamento dei termini di servizio e dall’Informativa sulla privacy. Non condividiamo i dati degli utenti dell’area europea con Facebook allo scopo di consentire a Facebook di utilizzare tali dati per migliorare i propri prodotti o le proprie pubblicità”.

Quindi la questione è che se WhatsApp vorrà condividere i dati degli utenti europei, dovrà per forza trovare un accordo col regolatore europeo, accordo che di fatto attualmente non esiste!

L’intervento del Garante per la protezione dei dati personali

Stante la situazione appena descritta, va riportato anche il comunicato stampa emesso dall’Autorità per la protezione dei dati personali, nel quale vengono definiti come poco chiari se non illeggibili sia l’informativa sul trattamento che verrà eseguito sui dati personali sia il messaggio con cui gli utenti sono stati informati circa la condivisione dei dati con altre società del gruppo Facebook.

Per l’autorità Garante infatti, tale informativa non risulta idonea a consentire agli utenti di WhatsApp la manifestazione di una volontà libera e consapevole, in quanto l’utente non sarebbe in grado di comprendere la portata delle nuove modifiche applicate, né tanto meno di comprendere quali trattamenti di dati personali saranno effettivamente messi in atto dal servizio di messaggistica.

WhatsApp business invece, merita una parentesi a parte.

Per gli account aziendali infatti, le aziende possono già archiviare le conversazioni avute con i clienti e utilizzarle quindi a scopi commerciali.

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